Medita con Me: La Gentilezza Amorevole (versione 2)

Mai come in questo momento abbiamo bisogno di coltivare sentimenti di compassione e di gentilezza, verso noi stessi e verso il prossimo. Abbiamo bisogno di presenza, perchè una mente consapevole è una mente lucida, accettante, che non si lascia agganciare da ansia e panico.

Oggi voglio regalarvi una delle meditazioni che amo di più, l’altra è la montagna. La gentilezza amorevole o metta è una delle prime meditazioni che mi sono trovata a praticare e che mi ha commossa ed emozionata fin dalla prima volta.

Nel sito troverete anche un’altra versione, ma questa è la mia preferita.

Buona pratica a tutti…

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La Pratica della Gentilezza Amorevole

La mia religione è la gentilezza

Dalai Lama

Per lasciare andare la tendenza ad essere severi e giudicanti con se stessi e con gli altri nella vita e nella pratica meditativa, impariamo a praticare la Gentilezza Amorevole.

Questa meditazione può aiutare a sviluppare accettazione e compassione.

Buona pratica.

Il Permaloso

Una mente che è “sulla difensiva” non è una mente aperta.
Napoleon Hill

Permaloso è colui che si offende facilmente davanti ad una critica, un’osservazione o una frase ironica che gli è stata rivolta.

Come reagisce a tutto questo il permaloso? O si chiude a riccio, rimanendo in silenzio anche per lunghi periodi, o attacca per difendersi, mostrando a volte una reazione impulsiva esagerata, o “il permaloso in via di guarigione”esprime assertivamente il disagio che sta provando, per cercare un confronto, per comprendere un punto di vista diverso dal proprio.

Diversi sono i motivi che possono spingere una persona ad essere permalosa:

Il Lutto

Il dolore ti rovescia lo stomaco, ti toglie il respiro, riduce l’apporto di sangue al cervello; il lutto sospinge in una direzione nuova.”

J. Barnes

Il lutto è un’esperienza che ognuno di noi si trova ad affrontare molteplici volte durante la propria vita. Il lutto è una perdita. Trovo molto corretta ed esaustiva la definizione che ne da Galimberti: “il lutto è lo stato psicologico conseguente alla perdita di un oggetto significativo, che ha fatto parte integrante dell’esistenza. La perdita può essere di un oggetto esterno, come la morte di una persona, la separazione geografica, l’abbandono di un luogo, o interno, come il chiudersi di una prospettiva, la perdita della propria immagine sociale, un fallimento personale e simili.”

Nella maggior parte dei casi abbiamo tutte le risorse per affrontare e superare il lutto, ma può accadere che si incontrino delle difficoltà e che il lutto si complichi, in questi casi può succedere di far ricorso a meccanismi che si ritiene siano di aiuto, in quanto ci tutelano apparentemente dalla sofferenza, ma in realtà sono solo fughe/evitamenti dall’accettazione del fisiologico dolore e che a lungo andare portano ad un incremento della sofferenza stessa.

Il lutto è un processo caratterizzato da diverse fasi che ci porta “ad attraversare il dolore” e “lasciar andare l’oggetto perduto”, per poter nel tempo ripristinare l’equilibrio che è stato alterato a causa della perdita.

Per superare il dolore associato ad una perdita bisogna accoglierlo e accettarlo, nessun lutto può guarire senza accettazione, un lutto non accettato diventa un lutto patologico o complicato, come lo definisce il Manuale diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5, APA 2013).

Leggi tutto “Il Lutto”

Come praticare la Consapevolezza: i 7 Pilastri della Mindfulness.

Per coltivare la Consapevolezza bisogna essere aperti, presenti e ricettivi. Non basta sedersi e attendere che qualcosa accada. L’attitudine con la quale ci si avvicina alla pratica è fondamentale, come ci insegna Kabat-Zinn questa attitudine è proprio ciò che determina i benefici che possiamo ottenere praticando Mindfulness.

La pratica della consapevolezza richiede solo che facciamo attenzione e guardiamo le cose così come sono. Non occorre che cambiamo nulla”(Kabat-Zinn). Leggi tutto “Come praticare la Consapevolezza: i 7 Pilastri della Mindfulness.”

L’Accettazione, cosa è, cosa non è, come coltivarla.

Accettare significa osservare le cose così come accadono nel momento presente, senza giudicarle e senza lasciarsi influenzare dai propri desideri: se provo tristezza, sto con la mia tristezza, è solo un’emozione che sto sentendo in questo momento.

L’accettazione a volte può essere un processo lungo e complesso, accompagnato da sofferenza ma prima o poi è inevitabile che arrivi. Più “si fa tardi nell’accettare” maggiore sarà la sofferenza che si vivrà, poiché la sofferenza = dolore x non accettazione. Non tutti gli accadimenti fortunatamente richiedono lunghi periodi di elaborazione prima di essere accettati, come avviene per i lutti, le gravi malattie, le separazioni, etc…

Nel quotidiano invece capita di spendere molte delle proprie risorse per combattere la realtà di ciò che ci accade, e quindi rifiutiamo di essere tristi, bassi, di provare dolore fisico. Ma dove ci porta tutto questo? Semplicemente ad intralciare il benessere, la crescita personale, il miglioramento di se stessi. Leggi tutto “L’Accettazione, cosa è, cosa non è, come coltivarla.”

L’Autostima

 

L’autostima è l’insieme dei giudizi valutativi che l’individuo da di se stesso”(Battistelli 1994).

Tanto più questi giudizi si discostano da ciò che si desidera essere tanto più l’autostima sarà bassa.

Avere una bassa autostima significa sperimentare pensieri, sensazioni ed emozioni negative: “non valgo nulla”, “sono un incapace”, “sbaglio sempre”, questi pensieri si associano a tristezza, senso di colpa, insicurezza che a sua volta si possono associare a sensazioni corporee di malessere.

Chi possiede un autostima particolarmente elevata invece si sente invincibile, ha una cieca fiducia nei confronti delle proprie abilità e soprattutto pensa di non avere limiti. Leggi tutto “L’Autostima”