La Rabbia

La Rabbia (ira, collera) è un’emozione, non è ne negativa, ne patologica in se per se, ma lo possono essere i modi in cui si manifesta, ad esempio quando viene espressa con l’intento di creare danno a se stessi o a terze persone. La rabbia invece a risoluzione dei problemi potrebbe essere una rabbia sana, funzionale.

Solitamente si percepisce questo genere di emozione quando ciò che si era pianificato incontra degli ostacoli, da qui scatta la frustrazione per non aver potuto raggiungere l’obiettivo.

Alla rabbia sono legate sensazioni fisiche e pensieri molto differenti da quelli che si hanno quando tutto procede tranquillamente. Quando si è in preda alla collera tutte le energie fisiche e mentali sono concentrate sull’ostacolo da affrontare. I pensieri che attraversano la mente diventano catastrofici “non sono in grado – è tutto sbagliato….”. Provare rabbia può portare ad interpretare negativamente tutto ciò che accade. È inoltre un’emozione che si auto-rinforza: “non si è presentata all’appuntamento-non ha alcun rispetto per il mio lavoro-mi è venuto pure il mal di testa-figurati se oggi non doveva anche piovere-oggi è una giornata da dimenticare-capitano tutte a me-mai una gioia”. Come possiamo notare da questo esempio, lasciarsi agganciare dalla rabbia ha portato la mente a produrre una cascata di pensieri negativi, legati ad altrettante emozioni e sensazioni negative: senso di frustazione-tristezza-malessere-sfortuna, etc..

Inoltre la rabbia se non trova risoluzione a breve può essere trascinata per anni, trasformandosi in avversione, senso di rivalsa: “10 anni fa ho discusso con mia sorella per questioni familiari, non ci siamo più parlate, ad oggi ancora non l’ho perdonata, mi arrabbio ogni volta che ci ripenso, ma prima o poi gliela farò pagare”.

Nonostante la rabbia abbia una serie di sfaccettature sgradevoli è comunque un avvertimento che segnala l’alterazione di un equilibrio, se il segnale viene ascoltato senza fondersi con questo si può agire costruttivamente e ripristinare l’ordine.

La rabbia infatti trasmette delusione, scontentezza, ma spinge anche verso il cambiamento (andando a modificare il comportamento), può rendere maggiormente assertivi (stimolando il desiderio di far valere i propri diritti).

Purtroppo per cultura fin da bambini ci è stato insegnato che la rabbia va repressa, lo insegna il Cristianesimo per il quale la rabbia è uno dei 7 peccati capitali, lo insegna il Buddhismo che classifica la rabbia tra i 5 impedimenti sulla via della libertà.

Il reprimere a lungo andare è però deleterio, può causare disturbi psicosomatici o un eccessivo accumulo che prima o poi sfocerà in un “terribile attacco di collera”, è inoltre deleterio per l’apparato cardio-circolatorio, per il sistema immunitario, può causare stress e burn out. Per evitare tutto questo bisognerebbe esercitarsi ad esprimere assertivamente e regolarmente le proprie frustrazioni.

Provare ira è umano, non è solo una delle emozioni di base, ma è anche un’emozione che si adatta ai cambiamenti della società, negli anni cambiano le motivazioni per le quali è giusto o meno provare rabbia (pensiamo al delitto d’onore che fino a qualche decennio fa era un attenuante per le condanne nei processi penali).

Cosa fare quindi quando si è arrabbiati? ESPRIMERE è la soluzione ideale.

Le Neuroscienze ci dicono che quando un soggetto prova rabbia oltre ad un aumento di pressione arteriosa, frequenza cardiaca e produzione di testosterone, c’è una stimolazione maggiore della parte sinistra del cervello, in particolar modo del lobo frontale sinistro.

L’approccio cognitivo-comportamentale ha fatto passi da gigante sia nell’espressione sia nella gestione della Rabbia: percorsi basati sulla Mindfulness, rilassamento muscolare progressivo (per agire su tensioni muscolari), ristrutturazione cognitiva (per avere una visione maggiormente obiettiva degli eventi), esposizione allo stimolo (per insegnare ad apprendere risposte maggiormente adeguate), problem solving, sono alcuni dei percorsi indicati per affrontare e fronteggiare efficacemente questa emozione.

Per domande, dubbi, approfondimenti contattami.

Bibliografia

Thalmann Y. A. (2013). Quaderno d’esercizi per trasformare la propria collera in energia positiva, Verdellino di Zingonia (BG)

Beck, A.T. (1999). Prisoners of hate: The cognitive basis of anger, hostility and violence. New York: Harper Collins.

 

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